[donne di corsa] il martedì sera (all’improvviso) alla Trucca. 
Non era previsto. La Raff ha ripreso a lavorare dopo qualche giorno di ferie e la sera prima non si erano nemmeno scritte. Ma la Lunga le manda un messaggio a metà pomeriggio: 
– Corriamo stasera alle 19?
La Raff è in riunione e non ha nemmeno pranzato. Si è sparata 7 gallette di riso e una mela gialla che non è ancora scesa al piano inferiore. Ma è da venerdí che non corre e non riesce a dire di no. Scrive un laconico ‘ci provo’ e continua a lavorare fino alle 18. 
Alle 19 è puntuale nel parcheggio della Trucca con il Garmin (che non riesce ancora a connettere all’iphone e che usa come pedometro) e l’iphone con 50% di batteria:
– Chissà se regge fino alle 20.00
?
La Lunga le bussa sul vetro della macchina e la fa saltare per aria. Scende e si salutano.
– ti ho fatto spaventare?
– si… no… un po’…
– ti piacciono i miei occhiali?
– si
– cosa facciamo oggi?
– corsa fino alle 20?
– niente ripetute?
– no
– niente stretching?
– no
Una volta sarebbero partite con 1K di camminata per sciogliere i muscoli, ora invece no: si parte di corsa dall’inizio. 
La Raff dopo 300 metri comincia a sentire la gamba destra. E anche un po’ la sovracoscia sinistra (come i polli)…
La Lunga va tranquilla e chiacchiera.
La Raff sente che il fiato monta e riflette stupita:
– Azz… ma siamo solo al primo giro?
Si guarda in giro. C’è gente, ma non troppa: la pioggia degli ultimi giorni e della mattina deve aver scoraggiato i bergamaschi. 
– Meglio. Un po’ di tranquillità. E tanto siamo in due a correre. 
Finisce il primo giro. Stanno ancora chiacchierando, ma il fiato è sempre più corto. E le risposte sempre più dilatate nel tempo:
– Com’è andata in montagna?
– E’ andata…. andata… si… te lo dico laggiù… 
Al terzo giro smettono di parlare. Il ritmo è sotto il loro medio. 
Nel frattempo assistono alla caduta in bici di una tizia che per schivare una coppia che non si sposta al suono del campanello si butta nel prato. A un cane che cerca di montare una cagnolina. E all’arrivo di due tizie minuscole, venti centimetri più basse dell’Agostina (la Raff ha iniziato a fischiare come una pentola a pressione) che con la loro magliettina della Milan City Marathon di 27 taglie più grande corrono da maledette. 
La Lunga le guarda e non parla. Anche l’Agostina le guarda e non parla. Hanno finito il terzo giro e iniziano a fare i percorsi laterali per chiudere a cifra tonda.
Hanno deciso di fermarsi a 6K. Veramente volevano fare un’ora secca, ma è troppo.
Succede. 
Stoppano Runkeeper a 6.02K. Camminano per altri 3/400 metri per sciogliere le gambe:
– La settimana scorsa ero così rigida che in macchina l’ho pagata 
Passa un ragazzo in nero lungo e fanno i complimenti alla mamma a bassa voce:
– E’ proprio un bello sgacchero! E corre proprio bene. Se ripassa lo fotografiamo.
Fingono di fare un po’ di stretching e si siedono su una panchina a chiacchierare.
Guardano passare le due maratonete minuscole con un po’ di invidia e fastidio:
– Prima le ho incrociate e non si sono spostate di un millimetro. Ho dovuto finire sul prato per non farmi travolgere.
La corsa è democratica, ma a volte non c’è molta disponibilità tra runner forti e runner lente. Ma forse è un caso…
Vanno verso il parcheggio. La Raff è tornata ad un respiro umano e deve collegare l’iphone che ha la batteria a terra.
– 7%, lammorte… se non mi metto in carica rimango a piedi
Cercano di mettersi d’accordo per qualche altra sgambata, ma i rispettivi impegni non le aiutano:
– vabbè, dai, vediamo cosa riusciamo a fare.
– ciao
– ciao, neh…
Salgono in macchina. Sono le 20.10. La giornata è finita. 
Finita bene!

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